Con i prezzi del gas scesi a livelli bassissimi in Europa nelle ultime settimane, è possibile che questo combustibile fossile segua le orme del petrolio, andando a finire in territorio negativo?

Possibile, ma assai improbabile, secondo gli analisti che Qualenergia.it ha interpellato per approfondire l’andamento del mercato del gas e le sue conseguenze per le fonti rinnovabili.

Ricordiamo che ad aprile la quotazione del petrolio sul West Texas Intermediate (WTI) era scesa ampiamente sotto zero a causa di molteplici fattori: crollo della domanda durante il lockdown per l’emergenza coronavirus, stoccaggi pieni, eccesso di produzione nei paesi OPEC e non-OPEC, “guerra” dei prezzi tra Arabia Saudita e Russia.

E dopo un “aprile nero” inizia a vedersi qualche segnale di ripresa grazie anche ai tagli alla produzione decisi dall’accordo OPEC+ (vedi qui le ultime stime della IEA).

Per quanto riguarda il gas, spiega Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, “i prezzi erano già bassi prima dell’emergenza coronavirus, sui 10-12 euro/MWh per via di un inverno mite e dell’abbondanza di scorte”, per poi crollare fino a 5-6 euro/MWh come nella settimana tra 18-24 maggio 2020, secondo i dati diffusi dal GME per il mercato del giorno prima e il mercato infragiornaliero in negoziazione continua.

Ma i prezzi negativi, prosegue Tabarelli, “sono un fallimento del mercato” e difficilmente si vedranno in Europa. Tabarelli anzi si aspetta una risalita delle quotazioni del gas a 8-9 euro/MWh nei prossimi mesi (scartando l’ipotesi di un secondo lockdown per una nuova crisi sanitaria).

In Italia, chiarisce Simona Soci di Ref-e, “non può succedere che i prezzi del gas diventino negativi, perché il floor è fissato a zero dal GME”, ma teoricamente “i prezzi potrebbero scendere sotto lo zero in Europa”, anche se l’analista di Ref-e ritiene improbabile che le stesse dinamiche del mercato petrolifero americano si presentino anche nel settore gas europeo.

L’evoluzione dei prezzi nelle diverse settimane del 2020, fonte GME.

“Il mercato del gas è più fisico e meno finanziario”, spiega l’esperta. Negli Stati Uniti, “il WTI ha avuto uno spike down [un ribasso molto forte e repentino che l’ha portato in area negativa, ndr] e due giorni dopo era tornato sui livelli di partenza”, ma in Europa e in Italia, secondo l’analista di Ref-e, difficilmente si vedranno movimenti di questo tipo per le contrattazioni sul gas.

Quali fattori stanno influenzando i prezzi del gas in questa “fase 2” del coronavirus?

“La domanda è scesa, l’offerta è altissima, gli stoccaggi sono pieni [intorno al 72% di riempimento, ndr], quindi anche la domanda per accumulare scorte è diminuita”, spiega l’esperta di Ref-e. Ecco perché le quotazioni sono scese così tanto.

A livello di domanda, Ref-e ritiene che il mercato italiano si porterà dietro la perdita di questi mesi di lockdown, senza ulteriori perdite destagionalizzate. In altre parole, i consumi dovrebbero recuperare qualcosa in estate, ma molto dipenderà anche dalla componente meteorologica e dal tasso di utilizzo degli impianti termoelettrici.

Un’estate molto calda, con consumi elevati per gli impianti di climatizzazione, potrebbe ad esempio sostenere una maggiore domanda di gas, soprattutto se nella seconda parte dell’estate ci sarà una minore produzione da fonti rinnovabili.

Un quadro del genere si ripercuote anche sul mercato dell’energia elettrica, con prezzi che si mantengono ben più bassi in confronto al 2018-2019: parliamo di un PUN medio di 21,48 €/MWh a maggio di quest’anno, contro una media pari a 50,67 €/MWh a maggio 2019 e 53,48 €/MWh a maggio 2018.

In sostanza è probabile che ci sarà un leggero recupero stagionale di consumi e prezzi, ma rimanendo lontani dalle medie registrate negli anni passati.

Tra l’altro, una forte produzione da fonti rinnovabili contribuirebbe a spingere verso il basso i prezzi elettrici, soprattutto nelle ore di maggiore insolazione e ventosità; poi va tenuto conto, aggiunge l’esperta di Ref-e, che l’idroelettrico in questo momento è molto forte, perché l’abbondanza d’acqua ha fatto salire i livelli degli invasi sopra le medie stagionali.

fonte: qualenergia.it 27/05/2020