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Un decreto con misure per quasi 8 miliardi, di cui circa 5,5 destinati a contenere il caro energia e il resto a sostenere alcune filiere, e un secondo provvedimento per sbloccare il Superbonus e le altre detrazioni, normando la cessione del credito.

I due dl approvati venerdì sera in Consiglio dei Ministri confermano sostanzialmente le anticipazioni, con un ventaglio di interventi piuttosto ampio: oltre alla conferma di sgravi già in essere sulle bollette, c’è l’annunciata spinta alla produzione di gas nazionale e ci sono alcuni interventi pro-rinnovabili che vanno da  semplificazioni a fondi per promuovere l’autoproduzione per le imprese.

Qui sotto una prima panoramica delle misure, basata su quanto spiegato in conferenza stampa e sulla bozza circolata prima del CdM di venerdì pomeriggio (il documento, allegato in basso, presenta ancora diversi spazi bianchi: analizzeremo in dettaglio i vari interventi quando avremo un testo definitivo).

Oneri e Iva

Vengono prorogate le misure già in vigore: azzeramento degli oneri generali di sistema sia per le utenze domestiche e non domestiche in bassa tensione sotto ai 16,5 kW, che per quelle con potenza maggiore, anche connesse in media e alta/altissima tensione, o per usi di illuminazione pubblica o di ricarica di veicoli elettrici in luoghi accessibili al pubblico.

Confermata anche la riduzione dell’Iva al 5% e degli oneri generali per il gas. C’è poi il rafforzamento del bonus sociale per le famiglie con Isee di circa 8.000 euro o di 20.000 nel caso di famiglie numerose e il credito d’imposta per le imprese energivore.

Credito d’imposta gasivori

Viene introdotto un nuovo contributo straordinario per le imprese gasivore: stando alla bozza, si tratta di un credito di imposta, pari al 15 per cento della spesa sostenuta per l’acquisto del gas consumato nel primo trimestre 2022 per usi energetici diversi dagli usi termoelettrici, qualora (come avvenuto) il prezzo di riferimento del gas abbia subito un incremento superiore al 30% rispetto al primo trimestre dell’anno 2019.

Autoconsumo ed efficienza energetica nelle imprese

La bozza del decreto prevede un Fondo rinnovabili Pmi da 267 milioni di euro che ha lo scopo di promuovere la produzione di elettricità da Fer e l’autoconsumo per le piccole medie imprese: servirà a finanziare, con contributi in conto capitale a fondo perduto, impianti fino a 200 kW.

Un diverso articolo introduce poi un credito di imposta per interventi di efficienza energetica al Sud: incentiverà anche l’installazione di impianti Fer e sarà cumulabile con altri incentivi.

Semplificazioni per le rinnovabili

Diversi gli articoli della bozza destinati a sburocratizzare le installazioni di piccoli impianti Fer.

Ci sono ad esempio novità per la definizione di un modello unico per le installazioni tra 50 kW e 200 kW.

Si interviene poi sugli impianti agrivoltaici: potranno accedere ai relativi incentivi anche gli impianti che non hanno moduli elevati da terra, purché sia rispettato il monitoraggio dell’impatto sulle attività e purché non si superi una determinata percentuale della superficie agricola dell’azienda (percentuale che nella bozza non è ancora indicata).

Altre novità riguardano le autorizzazioni nelle aree idonee e ci sono semplificazioni anche per gli impianti offshore e per impianti a sonde geotermiche a circuito chiuso.

Edifici pubblici e Difesa

La bozza di decreto prevede delle “disposizioni di supporto per il miglioramento della prestazione energetica degli immobili della pubblica amministrazione”.

C’è poi un articolo sul “contributo del Ministero della difesa alla resilienza energetica nazionale” che prevede che il ministero affidi in concessione o utilizzi direttamente beni del demanio militare, o a qualunque titolo in uso al medesimo ministero, per installare impianti a fonti rinnovabili.

Gas nazionale

Come detto, il decreto prevede l’incremento della produzione nazionale di gas “allo scopo di diminuire il rapporto importazione/produzione da utilizzarsi a costo equo per imprese e Pmi”, come si legge nel comunicato stampa post CdM.

In conferenza stampa si è spiegato che si punta a far produrre circa 2 miliardi di metri cubi in più, che saranno venduti tramite contratti di acquisto di lungo termine, gestiti dal Gse, tra i titolari delle concessioni e clienti finali industriali, con riserva di almeno un terzo alle piccole e medie imprese.

Nella bozza di decreto non ci sono invece le misure per promuovere i Ppa da rinnovabili di cui si era parlato, mentre il provvedimento comprende anche un pacchetto di norme per aumento e ottimizzazione dello stoccaggio di gas.

Filiere strategiche

Nel provvedimento, spiega la nota post CdM, è previsto anche l’aumento della produzione di carburante sintetico e supporto al suo utilizzo in settori strategici, come ad esempio trasporti e aerei.

C’è poi un fondo per l’automotive: in conferenza stampa si è parlato di un miliardo di euro per 8 anni. Lo stesso fondo, si legge nella bozza, sarà usato anche per incentivi all’acquisto di veicoli “non inquinanti”.

Altre risorse sono destinate alla filiera dei microprocessori.

Cessione del credito

C’è poi il decreto ad hoc  per sbloccare il processo di cessione del credito dei bonus edilizi.

La disposizione prevede che sarà possibile cedere il credito per tre volte e solo in favore di banche, imprese di assicurazione e intermediari finanziari e che lo stesso non possa formare oggetto di cessioni parziali successivamente alla prima comunicazione dell’opzione all’Agenzia delle entrate. A tal fine viene introdotto un codice identificativo univoco del credito ceduto per consentire la tracciabilità delle cessioni.

articolo qualenergia.it 21/02/2022

decreto caro energia